Un arrogante presuntuoso alla guida del Consiglio comunale di Cicciano

 

Ho assistito con stupore all’ultimo Consiglio comunale tenutosi il 16-07-2007, in una sala predisposta più per cure termali che per un accettabile Consiglio comunale.

        Smorzato l’effetto delle nomine degli Assessori, del Presidente e deleghe varie, la sala non era gremita come la seduta di insediamento (tutto prevedibile).

        La serata è stata interamente e intenzionalmente ricoperta da ruolo di “prima donna” dal Presidente di Consiglio Comunale (Galasso), il quale, pensando che il regolamento gli attribuisca un ruolo di totale autonomia nella gestione delle sedute di Consiglio comunale, ha pensato di ergersi unicamente a difesa della sua maggioranza, sfoggiando un’arroganza e una presunzione, che non ho mai visto in tanti anni a Cicciano, in seno ai consigli comunali.

        Eppure Galasso non vanta un qualificato pedigree di amministratore, che può permettergli questa carica di protervia: la sua passata gestione di Assessore, ha solo arrecato danni alle casse dell’amministrazione e alle tasche dei cittadini, bruciando denaro pubblico e innescando il famoso meccanismo delle cartelle pazze, che a  tutt’oggi  restano l’incubo dei cittadini di cicciano.

        Sembra che per Galasso, i cittadini siano emeriti cialtroni, che devono servire solo per scrivere il nome sulla scheda elettorale; per questi inutili soggetti denominati “cittadini”, che votano (volutamente o forzatamente) spesso sotto ricatto o elargizioni, le sedute consiliari non devono servire a erudire gli stessi su scelte e/o indirizzi amministrativi.

        Un Presidente di Consiglio, non può in nessun modo accettare che il regolamento o le sue interpretazioni, possano imbavagliare il consiglio comunale; il Presidente dopo la sua elezione, deve dimenticare che viene dalle file della maggioranza, e deve garantire il dialogo, l’esercizio, il diritto e il confronto sereno tra tutte le componenti del Consiglio comunale.

        Il Presidente del Consiglio Comunale è organo istituzionale, rappresenta il Consiglio e ne dirige i lavori. Per l'esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei diritti dei consiglieri, come i presidenti di Camera e Senato (che non si offendano Bertinotti e Marini per l’accostamento).

        Il Regolamento del Consiglio comunale che nella passata legislatura, è stato completamente rivisitato dalla stessa maggioranza, per rendere sempre più difficile il ruolo delle minoranze che, con la loro azione, devono tentare di mettere a nudo, in positivo e/o in negativo l’operato della maggioranza; un regolamento strutturato per allontanare sempre di più i cittadini dalla cosa pubblica.

        A conferma di questa logica, basta provare a collegarsi al sito del Comune di Cicciano, e si avrà la sorpresa di non trovare il regolamento pubblicato, ma solo regolamenti inerenti la tassazione in genere (insomma tutto quello che concerne i doveri del cittadino e non i diritti). Allora mi sono divertito a ricercare su Internet la voce “regolamento di consiglio comunale” e senza stupore,  li ho trovati leggibili e scaricabili su siti di Comuni che partono da 500 abitanti, si proprio 500.

        Ho provato ad esercitare la mia attenzione su un punto specifico della seduta in questione; l’articolo riferito alle interpellanze e interrogazioni. Ebbene, mentre il nostro caro Presidente ha letteralmente offeso e denigrato il Consigliere Cavezza nell’esercizio e nelle prerogative di consigliere comunale, affermando che non aveva diritto a repliche dopo le risposte alle sue interrogazioni, ma limitarsi a dire come un asino “sono soddisfatto oppure sono insoddisfatto”, non una parola in più e/o in meno, ecco invece cosa dicono a proposito dell’articolo, alcuni regolamenti sfogliati su internet:

1)Comune di Pisa

1.     Per la discussione in aula delle interpellanze la risposta è data dal Sindaco nella prima seduta utile del Consiglio Comunale.

2.     Nell'ambito della seduta del Consiglio, l'interpellante ha la facoltà di svolgere il contenuto dell'interpellanza per non più di cinque minuti. La risposta deve essere contenuta nel medesimo tempo.

3.     L'interpellante può replicare a sua volta per non più di cinque minuti.

 

2)Comune di Sondrio

  1. Interrogazioni ed interpellanze sono discusse in consiglio comunale solo quando i proponenti ne facciano esplicita richiesta; in tal caso non è prevista la risposta scritta di cui al comma 3°. Nella prima seduta del consiglio il Presidente, dopo una sintetica risposta del Sindaco o dell'Assessore delegato, invita il primo firmatario a dichiarare se si ritenga soddisfatto o meno; tale dichiarazione non può eccedere i tre minuti.
  2. In ogni caso, le interrogazioni e interpellanze nonché le relative

3)Comune di Castenaso (BO)

  1. L’interrogazione/interpellanza viene letta dal Presidente ed alla risposta provvede il Sindaco o l’Assessore delegato; la risposta deve essere contenuta, di norma, nel tempo di 5 minuti e alla stessa può replicare solo il Consigliere presentatore nel tempo di tre minuti.

4)Regolamento della Camera dei Deputati che regola tali attività

  1. Chi ha presentato un'interpellanza ha il diritto di svolgerla per non più di quindici minuti e, dopo le dichiarazioni del Governo, di esporre per non più di dieci minuti le ragioni per le quali egli sia o no soddisfatto. Il Presidente può concedere maggior tempo agli interpellanti se la questione riveste eccezionale rilevanza politica.

  1. Qualora l'interpellante non sia soddisfatto e intenda promuovere una discussione sulle spiegazioni date dal Governo può presentare una mozione.

Spero che il Presidente voglia prendere atto che il 90% dei comuni italiani, danno spazio al confronto e al rispetto delle prerogative, e porti il consiglio comunale su un’ accettabile funzionalità operativa e ad una forte azione di promozione, di garanzia e di rappresentanza nei confronti di ogni componente politica, di maggioranza e di opposizione.

Franco Vacchiano