La “Camorra” che fa veramente paura è nelle istituzioni pubbliche.

 

Viviamo in un mondo di prepotenti, dove i signorotti del potere dominano con i loro tentacoli ogni meandro della vita sociale ed economica e noi povere vittime a subirne passivamente la loro incontrollata e incontrastata supremazia. Che orrore! perchè consentire che persone preposte al mantenimento e al rispetto delle norme e dei principi di una società equa, in cui tutti gli individui, in teoria dovrebbero essere garantiti e tutelati nei loro diritti, rispettati e non vessati, gratificati nella loro dignità di svolgere un lavoro onesto, con il fine precipuo di contribuire alla crescita economica del paese e al proprio sostentamento, debbano essere preda di soprusi e sopraffazioni? Perché questi individui devono esercitare pienamente la loro autorità in modo incontrastato? Possono liberamente far uso della legge e della loro posizione, per soddisfare i propri comodi, devono scavalcare o annullare chi con fatica e munito solo della costanza e della perseveranza di agire nel giusto e nella legalità, pone come obbiettivo del suo percorso esistenziale, la costruzione di una società civile, trasparente e rispondente ai bisogni reali di tutti. E’una vera utopia, un progetto privo di basi, che si sfalda già con le parole, perché fondamenta solide, capaci di reggerlo a qualsiasi scossone, non esistono e l’uomo continua a perseguire l’impresa, corrobora le fondamenta, ma queste cadono e lasciano solo una montagna di polvere. Sono stanca e nauseata di continuare ad assistere come spettatrice, a questi abituali scenari, ad ascoltare la gente rassegnata, incapace di ribellarsi, che accetta tutto passivamente, che indietreggia di fronte alle imposizioni, che non la voce, che si cela e che acconsente miseramente al ricatto. E’ questa la triste realtà, che si registra soprattutto nel Sud della nostra amata Italia, di questo paese, che nel suo passato storico annovera personaggi carismatici, eroi, paladini della giustizia e della libertà, che si sono immolati in nome di questi principi, che hanno combattuto, creduto, sacrificato la loro vita per l’adempimento della loro missione. Sono solo rievocazioni storiche tramandate attraverso i libri, che non sensibilizzano più l’animo di alcuno, perché in questa vacuità che ci circonda, in questo mondo dove i sentimenti e i principi sono un di più, ciò che ha valore nel senso più grande è il denaro, l’interesse, l’arrivismo, l’opportunismo. Tutto ruota intorno a questi cardini. Intanto si crea il marcio, lo sporco che ristagna, ristagna e non scompare. Il marcio è proprio lì, nelle istituzioni, in chi ci governa, in chi legifera, in chi protegge e garantisce questa gente, questa classe di superuomini, non tanto dissimili dagli antichi esattori di gabelle nel periodo medievale, che vessavano i poveri contadini, costretti a consegnare il loro raccolto, frutto di una immane fatica e a tener per se solo piccole briciole. Si superuomini, in quanto corroborati dal potere, dal prestigio, dal proprio ruolo e per niente timorosi di essere spodestati: ”chi giammai lo farebbe”: nessuno, ed allora il loro cammino procede indisturbato e il silenzio e la sottomissione continuano a regnare. Quanta codardia, quanta meschinità, quanta pusillanimità accompagna la vita di noi poveri esseri, destinati a rimanere per sempre imprigionati nelle maglie di una catena di impostori e demolitori di un sistema civile.  

 

Rosy Pascarosa