ESSERE SICURI PER DARE SICUREZZA

 

La scena a cui abbiamo assistito sabato 6 marzo in Piazza Mazzini, e che purtroppo non faceva parte di una ripresa delle ormai consumate Fiction dei carabinieri all’inseguimento dei ladri, ci obbliga a tornare sul tema della sicurezza.

 

Minoranza e maggioranza, ci stanno convincendo che la legalità e la sicurezza non è più una virtù. Ci riferiamo ai nostri Consiglieri comunali, e perché no, anche ai politici in carriera e agli aspiranti candidati della prossima tornata elettorale. Stiamo da tempo gridando a gran voce, che il problema sicurezza a Cicciano è diventato un caso. Abbiamo chiesto a chi è titolato a poterlo fare, e cioè alle minoranze in consiglio comunale, di farsi promotrici di iniziative a tutto campo, a cominciare dalla richiesta di un Consiglio Comunale specifico aperto anche al contributo di esperti. Un modo anche per stimolare uno scambio di punti di vista che faciliti ai poteri pubblici, all’Amministrazione in particolare, la pianificazione di quegli interventi e di quelle attività che meglio siano in grado di far superare quella che, non a caso da noi, è stata definita un’emergenza. Le rapine, gli scippi portati a compimento producono, per altro verso, anche l’alimentazione di certe organizzazioni malavitose che poi consolidano, la loro presenza in maniera più strutturata e più sensibile sul territorio preso a riferimento per le loro scorribande. La microcriminalità se troppo diffusa e frequente, produce per sommatoria fenomeni macro, pur partendo da un assetto di micro che viene spesso sottovalutato. Quindi, a nostro avviso, non va assolutamente trascurato il fenomeno della microcriminalità, nel senso della prevenzione e nel senso anche degli interventi di natura dissuasiva, punitiva. Sono fatti che meritano forti critiche da parte nostra verso l’Amministrazione, per la sua incapacità reattiva e difensiva; critiche che ci preoccupiamo continuamente di raccogliere e intercettare nell’opinione pubblica. Non ci stancheremo di portare avanti questo tema, che per la forte sensibilità verso quelle categorie più deboli del tessuto sociale, e per la responsabilità che abbiamo verso le nuove generazioni di questo paese, sentiamo l’obbligo morale di imporre il coinvolgimento di uomini di cultura, politici e società civile di questo nostro amato paese, nel promuovere iniziative di protesta.