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IN CAMPANIA L'INSTABILITÀ POLITICA-AMMINSTRATIVA IN COSTANTE CRESCITA"

Bisogna tornare alla POLITICA

29 Consigli Comunali sciolti. Il 60% del territorio governato dai Prefetti

di Paolo Russo

Lo dicono le statistiche, lo conferma l'insoddisfazione dei cittadini: in Campania l'instabilità politica è un fenomeno in costante crescita. I dati sono inequivocabili ed impietosi: sono ventinove i consigli comunali sciolti. Un malessere che va curato. Le denunce non bastano. L'elenco dei Comuni commissariati nella Provincia di Napoli è un rosario di realtà private della forza e del primato della politica, affidate alla gestione di Commissari che, pur garantendo il funzionamento dell'apparato-comune, non possono garantire la funzione di indirizzo politico. D'altra parte non tocca infatti ai commissari programmare, ma solo amministrare.

Qui si consuma, drammaticamente, la differenza" tra una gestione e la Politica. Solo a quest'ultima è affidato dato il compito di tracciare scenari e destini per la Provincia napoletana. E oggi lo sappiamo con maggior chiarezza bisogna ritornare alla Politica, ai suoi sforzi ed alle lotte, condotte sempre nell'ambito della legalità, alle tessiture e progetti, che pongono in campo uomini e donne sempre più responsabili di un territorio e di un servizio da rendere al bene comune della collettività. Pongo, in maniera problematica questo dato, sul quale chiedo confronto: è possibile o corretto che il 60% del territorio napoletano sia gestito dai Prefetti?

Occorre a mio avviso comprendere a fondo il ruolo dei cittadini rispetto alle istituzioni rappresentative e ai processi decisionali di governo dell'area. Il principio della partecipazione è il perno costitutivo de/processo democratico.

Le forze politiche hanno il compito di arginare la precarietà e offrire le condizioni di stabilità degli aggregati politici nella democrazia napoletana. La scelta è tra una politica che sappia solo amministrare e una politica che, invece, sia capace di trasformare e di orientare, di incidere e determinare democraticamente un tempo e una storia. Un orientamento soltanto negoziale esaurisce e impoverisce la politica competitiva.

Sulla politica incombe la responsabilità di intaccare e re-spingere l'assedio della decadenza. E la dimensione elettorale è uno snodo prioritario a questo fine. Sta al progetto politico e ai soggetti che ne sono espressione fare la propria parte, "responsabilizzando" l'agone politico per dare certezze concrete alla provincia napoletana. Su questo la nostra gente ci chiederà ragione delle scelte compiute.

 

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