ANCORA RIMBORSI PER ONERI IMPROPRIAMENTE RISCOSSI

 

Il Comune non aspetti altre istanze... agisca direttamente

 

PREMESSO che il titolare di un contratto di fornitura acqua, avendo constatato che il Comune di Cicciano gli aveva addebitato negli ultimi 8 anni, la somma di Lire 5.000/anno, pari ad € 2,58, a titolo di spese postali per le bollette della fornitura di acqua potabile, eccepiva la illegittimità di tale addebito e invitava il Comune a rimborsargli tutte le somme incamerate a titolo di "spese postali ", oltre interessi legali maturati; risultato vana tale richiesta, nonostante i numerosi solleciti, l'istante faceva tenere atto di citazione, ritualmente notificato...

RILEVATO che le doglianze lamentate appaiano sufficientemente legit­time e che una eventuale resistenza in giudizio si configurerebbe in mero atto emulativo alla luce di quanto previsto dall'art. 21 - comma 8 del D.P.R. n- 633/72 istitutivo dell'IVA. che prevede: " le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti eformalità nonpossonoformare oggetto di addebito a qualsiasi titolo" .

RITENUTO potersi definire il giudizio di cui sopra, con liquidazione dell'importo comprensivo di spese legali di € 750,00, ACCERTATA la disponibilità dei fondi sul capitolo

VISTO il T.U. n- 267/2000;

DETERMINA di definire, il giudizio promosso liquidando l'importo comprensivo di spese legali di € 750,00.

Il responsabile

Questa la formulazione del rimborso. E questa, una ineccepibile testimo­nianza della correttezza e della attenzione con le quali vengono gestite le esazioni da parte del Comune. Ogni commento appare superfluo.

Solo un suggerimento per limitare i danni: dal momento che eventuali altre analoghe istanze comporterebbero un aggravio di rimborso abbastanza rilevante, per l'incidenza delle spese legali, l'Amministrazione disponga unilateralmente detti rimborsi (spesa prevista circa € 20 per contribuente contro i 750 di cui sopra).

Una semplice curiosità: chi pagherà?

 

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